“L’Undicesima Illuminazione” – il Segreto di Shambhala:
Dobbiamo usare il potere della nostra visione e delle nostre aspettative che fluisce da noi come una preghiera costante. Tale potere è più forte di quanto chiunque possa immaginare: noi abbiamo l’obbligo di padroneggiarlo e di cominciare ad usarlo prima che sia troppo tardi.
« Stai cominciando a capire l’aspetto contagioso della mente umana », mi spiegò. «In un certo senso, tutti noi condividiamo la nostra mente. Possediamo un certo controllo su noi stessi e possiamo tirare indietro, isolarci, pensare in maniera indipendente. Ma come ti ho già detto, la visione del mondo predominante è sempre un campo gigantesco di credenze e aspettative.
La via verso il progresso umano richiede l’esistenza di un numero sufficiente di persone capaci di diffondere un’ aspettativa elevata di amore in tale campo. Questo sforzo ci consente di creare un livello ancora più elevato di energia e di ispirarci a vicenda, indirizzandoci verso il nostro potenziale più grande. »
Se ci apriamo all’avventura la nostra percezione della realtà cambierà e saremo in grado di modificare la nostra vita e cambiare il mondo
“La Dodicesima Illuminazione”
«(…) Quando raggiungiamo la certezza interiore di aver fatto delle autentiche esperienze spirituali, a quel punto dobbiamo viverle nella loro pienezza e senza nasconderci, e dobbiamo raccontarlo a tutti, perché se esiste veramente un’influenza – e io credo che ci sia – questa aiuterà ciascuno di noi a raggiungere più velocemente un livello superiore di consapevolezza nell’ambito della nostra esperienza spirituale» fa dire Redfield a Coleman, uno dei protagonisti del romanzo. Personaggio che assicura anche che «i gruppi sono il modo migliore di porcedere: nel momento in cui una persona raggiunge una nuova forma di consapevolezza, gli altri la vedono e la percepiscono, e in breve tempo in ciascuno di loro si attiva la stessa regione cerebrale. Così facendo, tutti ricevono una prova immediata. Si tratta del processo che si cela dietro l’idea di un contagio positivo della consapevolezza».
Più avanti Rachel, un’altra dei protagonisti, commenta: «È molto più difficile raggiungere quelli che si aggrappano a una determinata dottrina spirituale. Credono, a livello intellettuale, di aver già scoperto la verità, e si dimenticano che bisogna aprirsi all’amore e alla consapevolezza se si vuole raggiungere la Connessione Divina».
Poi Coleman assicura: «Si tratta di rendersi conto che l’Aldilà è qui. E che è possibile risolvere i conflitti irrisolti con le persone a cui abbiamo voluto bene. Abbiamo pure l’opportunità di ricevere il dono della loro conoscenza.
Il segreto sta nel seguire esattamente il loro esempio: servendosi della propria Influenza e della Legge della Connessione, dobbiamo elevare tutti a una consapevolezza in diretta Connessione con quella degli altri. Questo è un livello ulteriore dell’Allineamento».
Per Joseph, un altro personaggio del romanzo, «Le profezie dicono tutte la stessa cosa perché provengono da un’unica fonte Divina. Ora ne sono certo! C’è un solo Creatore, e un solo Rapimento, che potrà verificarsi soltanto se acquisiremo una Connessione e una consapevolezza sempre più elevate. Già possiamo percepire il ritorno di un’entità Divina. Si tratta di una ‘Presenza’ che avvertiamo dentro di noi».
Una manciata di pagine dopo, è Wil che risponde a Redfield in persona che gli chiede della Dodicesima Estensione: «Il Documento sostiene che la Dodicesima Estensione può innescare i circuiti fondamentali del nostro cervello, completando tutte le altre estensioni. Pensate per un istante a quello che provate quando sentite quella Presenza. Ora, aspettarsi la Sincronicità e riuscire a mantenerla non è più un problema, o mi sbaglio? Non è forse diventato più facile raccontare la verità e accettarla da parte degli altri, mentre elaboriamo i dettagli della nostra nuova visione spirituale del mondo? E il fatto di manipolare le persone e di essere investiti dal Karma? Spero che nessuno vorrà farlo ancora. È nostra intenzione restare in Allineamento e mantenere la consapevolezza che ci conferisce tutte queste altre capacità: le premonizioni che ci offrono Protezione, l’Intuizione che ci guida, i rapporti più profondi basati sull’Agape, l’apertura a una percezione totale e, ovviamente, i messaggi provenienti dall’Aldilà».
Agape, parola greca che significa Amore, nel senso di “stato spirituale”. Per i primi cristiani era il “banchetto comunitario”.
«La Dodicesima Estensione dice che, se un numero sufficiente di persone riuscirà a restare in Allineamento e ad avvertire questa Presenza, il Piano entrerà a far parte della consapevolezza del genere umano. Grazie a questa realizzazione, tra le varie fazioni politiche si formerà un centro illuminato. La nostra cultura ritornerà alla civiltà e ritroverà la propria bellezza.
Ogni sistema governativo, insieme a qualunque tipo di impresa realizzata dal genere umano, raggiungerà una condizione di Integrità. (…)
Il Documento dice che gli schemi del Consenso spingeranno gradualmente ogni tradizione religiosa verso un riconoscimento di quell’unica Presenza, in modo che le differenze tra religioni non suscitino più tanti dissensi. Questa riconciliazione creerà un’unità che porterà a grandi innovazioni: basterà concentrarsi sulla realizzazione di questo tipo di esperienza. (…) Tutto dipende dai numeri, ovvero da quante persone si metteranno in Allineamento».